Esterno di Palazzo Montecitorio a Roma, sede della Camera dei deputati

Il 19 dicembre 2025 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 18 dicembre 2025 n. 190, la “legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025”. Il provvedimento entrerà in vigore il 3 gennaio 2026 e interviene su settori molto diversi: servizi pubblici locali, colonnine di ricarica per veicoli elettrici, trasporto pubblico regionale, sanità, sicurezza dei prodotti (cosmetici e biocidi), società tra professionisti e trasferimento tecnologico alle imprese.

Servizi pubblici locali: più controlli e sanzioni sugli affidamenti in-house

Per i servizi pubblici locali di rilevanza economica, come acqua, rifiuti e trasporti, la legge rafforza i controlli sugli affidamenti in-house e sulla qualità della gestione.

  • Vengono introdotti parametri oggettivi per individuare quando la gestione di un servizio è insoddisfacente.
  • Se emergono criticità, l’ente locale deve adottare misure correttive per migliorare la qualità del servizio.
  • In caso di grave inadempimento rispetto a queste misure, l’ente può arrivare alla risoluzione anticipata del contratto con il gestore.
  • Se il Comune non pubblica la relazione sulla gestione, la pubblica in modo incompleto o non adotta i piani correttivi, l’ANAC può applicare sanzioni amministrative fino a 500.000 euro.

In teoria questo dovrebbe spingere i gestori a migliorare la qualità dei servizi e gli enti locali a rendere più trasparente lo stato delle gestioni.

Colonnine di ricarica elettrica: gare per evitare monopoli locali

La legge interviene anche sulle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. I Comuni dovranno organizzare le gare in modo da evitare che un solo operatore si prenda di fatto tutto il mercato locale.

Quando le offerte sono comparabili, viene favorita la soluzione che riduce la concentrazione: ha priorità l’operatore che non supera una certa quota delle colonnine già installate sul territorio. L’obiettivo dichiarato è aumentare la concorrenza tra gestori e, in prospettiva, migliorare la qualità del servizio e le condizioni economiche per gli utenti.

Trasporto pubblico regionale: più trasparenza sugli affidamenti

Per i servizi di trasporto pubblico regionale, su gomma e su ferro, vengono introdotti obblighi più stringenti di motivazione e trasparenza negli affidamenti e nelle riconferme dei gestori. Entro il 31 dicembre 2026 l’Autorità di regolazione dei trasporti dovrà adottare linee guida per migliorare la qualità degli affidamenti e dei contratti di servizio.

Anche in questo caso, l’effetto concreto per gli utenti dipenderà da come Regioni ed enti affidanti utilizzeranno questi strumenti.

Cosmetici, biocidi e presidi medico-chirurgici: sanzioni più pesanti

Una parte della legge riguarda direttamente la sicurezza dei prodotti che entrano nelle case dei consumatori: cosmetici, biocidi e presidi medico-chirurgici.

  • Vengono aggiornate e inasprite le sanzioni per chi immette sul mercato prodotti biocidi o presidi medico-chirurgici non autorizzati.
  • In presenza di pericoli per persone, animali o ambiente, l’uso di questi prodotti da parte di soggetti non professionali può comportare sanzioni penali.
  • Per le violazioni meno gravi, le sanzioni amministrative possono arrivare fino a 30.000 euro.
  • Viene ridefinita la categoria dei presidi medico-chirurgici, escludendo alcuni kit diagnostici e topicidi dalla disciplina specifica.

L’intento dichiarato è rafforzare gli strumenti di intervento quando prodotti chimici potenzialmente pericolosi vengono usati in modo scorretto o senza le necessarie autorizzazioni.

Accreditamento sanitario: equilibrio tra concorrenza e continuità dei servizi

Sul fronte sanitario, la legge interviene sul sistema di accreditamento delle strutture private che lavorano con il Servizio sanitario nazionale. Alcune norme vengono sospese o congelate in attesa di una nuova intesa Stato-Regioni, per evitare vuoti normativi.

La futura revisione dovrà tenere insieme due obiettivi che spesso entrano in tensione tra loro: garantire concorrenza tra strutture accreditate e assicurare continuità assistenziale per i cittadini, distinguendo tra rinnovi degli accordi già in essere e nuovi ingressi.

Per gli utenti, l’impatto immediato non è semplice da misurare: si tratta soprattutto di regole di cornice, che andranno riempite dalle scelte concrete di Regioni e aziende sanitarie.

Il commento di Associazione Consumatori ACP

Per Associazione Consumatori ACP la legge concorrenza 2025 conferma una tendenza ormai consolidata: provvedimenti molto densi di tecnicismi, presentati come strumenti per “favorire la concorrenza”, che incidono sui diritti dei cittadini solo se chi deve applicarli ha davvero volontà e capacità di farlo.

Ci sono elementi potenzialmente utili: sui servizi pubblici locali, l’introduzione di parametri oggettivi e sanzioni per i Comuni può diventare, se usata bene, una leva per affrontare finalmente i disservizi strutturali; sulle colonnine di ricarica, la spinta a evitare monopoli locali è ragionevole, ma dovrà tradursi in gare trasparenti e non in nuovi cartelli di fatto; su cosmetici, biocidi e presidi medico-chirurgici, l’inasprimento delle sanzioni va nella direzione di una maggiore tutela della salute.

Il nodo resta sempre lo stesso: trasparenza, controlli reali e coinvolgimento degli utenti. Senza dati pubblici sulla qualità dei servizi, senza enti locali e autorità in grado di usare fino in fondo i poteri che la legge assegna loro, il rischio è che anche questa legge concorrenza resti in gran parte un adempimento richiesto dal PNRR, più che uno strumento effettivo di tutela per chi paga bollette, abbonamenti e ticket.

Associazione Consumatori ACP utilizzerà le novità introdotte, in particolare su servizi pubblici locali, sanità e sicurezza dei prodotti, come base per segnalazioni, azioni di pressione e iniziative di tutela ogni volta che emergeranno situazioni di disservizio o violazione dei diritti dei consumatori.

Ufficio Stampa ACP – 23 dicembre 2025