
Nel mese di gennaio 2026 l’inflazione si attesta all’1,0% su base annua, in calo rispetto al +1,2% di dicembre. Lo comunica ISTAT nei dati definitivi dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC).
Su base mensile i prezzi aumentano dello 0,4%.
A pesare sono alimentari e servizi per l’abitazione
La crescita tendenziale dei prezzi è trainata soprattutto da:
- Alimentari non lavorati: +2,5%
- Alimentari lavorati: +1,9%
- Servizi relativi all’abitazione: +4,4%
- Tabacchi: +3,3%
- Servizi ricreativi, culturali e cura della persona: +3,0%
Il cosiddetto “carrello della spesa” (beni alimentari, per la cura della casa e della persona e prodotti ad alta frequenza di acquisto) cresce dell’1,9% su base annua.
Servizi più dinamici dei beni
I prezzi dei beni registrano una variazione tendenziale negativa (-0,2%), mentre quelli dei servizi crescono del +2,5%. Il differenziale tra servizi e beni sale così a 2,7 punti percentuali.
L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si attesta al +1,7%
Cosa significa per le famiglie
Il rallentamento dell’inflazione generale è un segnale di stabilizzazione, ma i rincari continuano a concentrarsi su alimentari e servizi legati all’abitazione, cioè voci di spesa difficilmente comprimibili.
L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +0,4%, dato che influenzerà indicizzazioni e adeguamenti contrattuali nel corso dell’anno.
Per le famiglie il tema centrale resta quindi il potere d’acquisto: anche con un’inflazione complessivamente più bassa rispetto ai mesi precedenti, il costo dei beni essenziali continua a crescere più della media.
Ufficio Stampa ACP – 26 febbraio 2026
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito dell’Istat.




