
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha diffuso a fine dicembre i primi dati sul funzionamento del filtro anti-spoofing applicato alle numerazioni mobili. I numeri si riferiscono al periodo 19–30 novembre 2025, ma sono stati resi pubblici solo ora: in undici giorni sono state bloccate circa 49,3 milioni di chiamate illecite provenienti dall’estero che si presentavano con un numero di cellulare italiano. Una media di oltre 4 milioni di tentativi al giorno, che dà la misura di quanto fosse diffuso l’uso di numeri “truccati” per contattare gli utenti italiani.
Il sistema completa il percorso avviato ad agosto 2025 sulle linee fisse, quando era stato introdotto il blocco delle chiamate internazionali che usavano numeri fissi italiani contraffatti.
Cos’è lo spoofing e come funziona il filtro
Per anni molti call center illegali e truffatori telefonici hanno usato la tecnica dello spoofing:
la chiamata parte dall’estero, ma sul display del destinatario compare un normale numero italiano, spesso un numero mobile. Questo aumenta la probabilità che l’utente risponda, perché il numero “sembra” credibile.
Il filtro anti-spoofing voluto da AGCOM interviene proprio qui:
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controlla le chiamate che arrivano dall’estero e dichiarano un numero italiano (mobile o fisso);
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verifica se quella combinazione è tecnicamente coerente;
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se emergono anomalie, la chiamata viene bloccata prima di arrivare al telefono dell’utente.
In pratica, le chiamate dall’estero che si presentano con un numero mobile italiano contraffatto non devono più arrivare ai cittadini: vengono fermate all’ingresso della rete.
I numeri dell’intervento: finti numeri italiani giù, prefissi esteri su
Dai dati diffusi da AGCOM sul periodo 19–30 novembre 2025 emergono alcuni elementi chiari:
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le chiamate dall’estero che utilizzavano un numero mobile italiano sono crollate rispetto alla prima metà del mese;
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49,3 milioni di tentativi illeciti da numerazioni mobili italiane sono stati bloccati in pochi giorni;
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in parallelo, le chiamate con veri prefissi internazionali sono aumentate in modo significativo.
È il classico “vaso comunicante”: quando una tecnica viene resa più difficile (lo spoofing di numeri italiani), una parte dell’attività illecita si sposta su numeri con prefisso estero visibile. Per il consumatore questo significa vedere meno “finti cellulari italiani” e più numeri stranieri, spesso riconoscibili a colpo d’occhio.
Cosa cambia per chi riceve le chiamate
L’intervento di AGCOM è una misura infrastrutturale importante, ma non elimina il problema delle chiamate moleste. Per gli utenti, gli effetti principali sono:
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meno chiamate che sembrano arrivare da un normale numero mobile italiano ma in realtà sono instradate dall’estero;
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più chiamate con prefisso estero reale, che restano spesso strumenti di teleselling aggressivo o di truffe;
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maggiore possibilità di riconoscere a vista una chiamata potenzialmente sospetta, proprio grazie al prefisso internazionale.
Restano valide alcune regole di prudenza:
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non fidarsi del solo aspetto del numero: anche se appare “italiano”, può essere usato in modo scorretto (e il filtro non copre tutte le situazioni possibili);
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diffidare delle chiamate, italiane o estere, che chiedono dati bancari, codici OTP, credenziali di accesso o di agire in fretta;
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utilizzare le funzioni di blocco dei numeri sullo smartphone e segnalare le chiamate sospette al proprio operatore e alle autorità competenti.
Il commento di Associazione Consumatori ACP
Per Gavino Sanna, presidente ACP, i dati sul filtro anti-spoofing non sono solo la prova che la misura funziona, ma anche la fotografia di un problema strutturale sottovalutato per anni. Se in soli undici giorni vengono bloccate quasi 50 milioni di chiamate illecite, significa che i cittadini sono stati esposti a un flusso massiccio e sistematico di contatti indesiderati e potenzialmente truffaldini.
L’intervento tecnico di AGCOM era necessario, ma arriva dopo una lunga fase in cui disturbare milioni di utenti è stato facile ed economicamente conveniente, mentre il costo – in termini di tempo, stress e rischi di truffa – è stato scaricato interamente sulle persone.
Per ACP è urgente affiancare ai filtri di rete tre linee di azione:
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colpire a monte chi commissiona e organizza campagne illecite, con responsabilità e sanzioni effettive;
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rendere più semplice per gli utenti difendersi, segnalare le violazioni e farsi esonerare dalle chiamate commerciali indesiderate;
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usare questi dati per una riflessione seria sul modello di telemarketing attuale, che continua a sacrificare la tutela dei cittadini in nome di logiche puramente commerciali.
Gli sportelli ACP restano a disposizione degli utenti che subiscono pressioni indebite, attivazioni non richieste o hanno il sospetto di essere stati vittime di una truffa telefonica.
Ufficio Stampa ACP – 6 gennaio 2026
Per approfondire, leggi il comunicato completo sul sito di AGCOM:
Filtro anti-spoofing, nei primi 11 giorni bloccate 49,3 milioni di chiamate illecite da numerazioni mobili




