
Il 4 dicembre 2025 il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che attua in Italia la direttiva (UE) 2023/2673 sui contratti di servizi finanziari conclusi a distanza. Il provvedimento modifica in particolare il Codice del consumo, il Testo Unico Bancario e il Codice delle assicurazioni private, introducendo nuove norme dedicate a tutti i servizi finanziari venduti via web, app o telefono: conti correnti, carte, prestiti, mutui, investimenti, polizze, previdenza complementare.
Gli Stati membri devono adottare le misure di recepimento entro il 19 dicembre 2025; le nuove regole inizieranno ad applicarsi dal 19 giugno 2026 ai contratti conclusi da quella data in poi.
Cosa cambia in pratica per chi sottoscrive servizi finanziari online
- Più informazioni prima di firmare. Gli operatori dovranno fornire, in modo chiaro e leggibile su un supporto durevole, informazioni dettagliate sia su chi offre il servizio (identità, recapiti, autorità di vigilanza competente) sia sul prodotto: caratteristiche principali, prezzo totale, costi aggiuntivi, rischi principali, eventuale uso di automatismi per personalizzare l’offerta, durata del contratto, diritto di recesso e possibili canali di reclamo e di risoluzione stragiudiziale delle controversie.
- Diritto di recesso più forte. Per i servizi finanziari venduti a distanza viene confermato e rafforzato il diritto di ripensamento:
- in generale il consumatore potrà recedere senza penali né motivazione entro 14 giorni;
- per le assicurazioni sulla vita e la previdenza complementare il termine sale a 30 giorni;
- se le informazioni sul recesso non sono state fornite correttamente, il diritto non si prescrive fino a quando non vengono comunicate.
Inoltre, in caso di recesso da un contratto di assicurazione, il consumatore non è tenuto a pagare alcun importo (salvo casi specifici) se l’impresa non ha rispettato gli obblighi informativi o ha iniziato l’esecuzione del contratto senza un consenso realmente informato.
- Pulsante “recedere dal contratto qui” nelle app e nei siti. Per i contratti conclusi tramite interfaccia online, come portali di home banking e app, dovrà essere presente una funzione dedicata al recesso, indicata in modo chiaro, ad esempio con la dicitura “recedere dal contratto qui”, e sempre visibile per tutto il periodo in cui il recesso è possibile.
Attraverso questa funzione il consumatore invia una dichiarazione di recesso online, che deve essere poi confermata con un pulsante di conferma. L’operatore è tenuto a inviare senza ritardo una ricevuta del recesso, con data e ora, su un supporto durevole.
- Stop alle interfacce progettate per spingere a comprare (dark pattern). Il decreto introduce divieti specifici contro i cosiddetti dark pattern, cioè quelle interfacce progettate per indurre l’utente a compiere scelte che altrimenti non farebbe, ad esempio con percorsi complicatissimi per recedere, con pulsanti di adesione molto evidenti e opzioni di uscita nascoste.
Le informazioni essenziali, come l’identità dell’operatore, le caratteristiche e il costo del servizio o i diritti di recesso, non potranno essere nascoste o rese secondarie rispetto a slogan e messaggi pubblicitari.
- Diritto a parlare con una persona in carne e ossa. Quando l’offerta viene presentata con strumenti automatizzati, come robo-advisor, chatbot o interfacce guidate, il consumatore ha diritto a chiedere l’intervento di una persona fisica che fornisca spiegazioni adeguate prima di concludere il contratto e, in casi giustificati, anche dopo la conclusione, ad esempio in occasione di rinnovi o modifiche rilevanti.
- Coordinamento tra Codice del consumo e norme di settore. La riforma inserisce una nuova sezione nel Codice del consumo dedicata alla commercializzazione a distanza dei servizi finanziari ai consumatori, coordinandola con le regole già esistenti in materia bancaria, finanziaria e assicurativa e con i poteri delle autorità di vigilanza.
Il commento di Associazione Consumatori ACP
Per Associazione Consumatori ACP questo intervento riconosce finalmente alcuni problemi tipici della finanza digitale: interfacce costruite per spingere a comprare, uso crescente di sistemi automatizzati al posto di consulenti umani e difficoltà concrete ad esercitare il diritto di recesso.
Le nuove norme possono offrire strumenti utili, dal pulsante di recesso ai divieti sui dark pattern, ma il punto decisivo sarà l’applicazione concreta: quanto saranno davvero trasparenti app e portali bancari e assicurativi, quanto le autorità di vigilanza controlleranno e sanzioneranno, quante volte, di fronte a prodotti complessi, i consumatori potranno davvero parlare con una persona competente invece di restare intrappolati tra chatbot e call center.
Nel frattempo, il consiglio di Associazione Consumatori ACP resta lo stesso: non firmare contratti finanziari online senza aver letto con attenzione le condizioni, salvare sempre le schermate principali dell’offerta e verificare la presenza effettiva delle informazioni su recesso, costi e modalità di assistenza.
Ufficio Stampa ACP – 23 dicembre 2025




