
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una sanzione complessiva di 9 milioni di euro a tre società del gruppo eDreams (Vacaciones eDreams S.L., eDreams International Network S.L. ed eDreams S.r.l.) per due pratiche commerciali scorrette legate alla promozione e gestione dell’abbonamento Prime su sito e app.
Secondo l’Autorità, eDreams avrebbe utilizzato strategie di design ingannevoli e tecniche manipolative, i cosiddetti dark patterns: schermate e percorsi progettati per spingere l’utente a dire “sì” (per esempio a un abbonamento) e rendere più difficile dire “no” o disdire. L’obiettivo, secondo l’Antitrust, sarebbe stato quello di indurre gli utenti ad aderire all’abbonamento Prime anche in modo non pienamente consapevole; inoltre, eDreams avrebbe ostacolato l’esercizio del diritto di recesso/disdetta con “strategie di trattenimento”, anche tramite il servizio clienti.
Cosa ha contestato l’Antitrust, in concreto
Dal comunicato e dal provvedimento emerge un quadro tipico delle pratiche “spingenti” nei servizi digitali:
- Informazioni ambigue su caratteristiche e vantaggi dell’abbonamento;
- Uso di time pressure e artificial scarcity (urgenza artificiale, scarsità artificiale) per far affrettare la scelta;
- Rappresentazione ingannevole dell’effettiva entità degli sconti legati alla sottoscrizione;
- Presentazione poco trasparente di differenziazioni di prezzo in base al percorso di accesso (ad esempio ingresso diretto o tramite metasearch) e/o allo stato di adesione a Prime;
- Preselezione della versione più costosa dell’abbonamento (Prime Plus),
- In alcuni casi, utenti indotti verso la prova gratuita ma senza requisiti: dopo l’adesione, addebito immediato dell’annuale senza adeguata comunicazione preventiva.
Antitrust ha distinto due condotte, una prima pratica con profili ingannevoli e aggressivi (sanzione 6 milioni) e una seconda pratica per ostacoli alla disdetta/recesso, qualificata come aggressiva (sanzione 3 milioni).
Cosa possono fare i consumatori: controlli rapidi e prove utili
Questa vicenda è utile perché chiarisce un punto: quando l’interfaccia “ti porta dove vuole lei” (e non dove scegli tu), non è un dettaglio grafico, ma può diventare una pratica scorretta.
Se ti accorgi di un abbonamento non voluto o di un rinnovo inatteso, questi passaggi aiutano:
- Controlla subito email e area personale: conferme di iscrizione, rinnovi, condizioni dell’abbonamento, importi e scadenze.
- Verifica l’estratto conto (carta o conto): data e importo dell’addebito, eventuali addebiti ricorrenti.
- Raccogli prove: screenshot dei passaggi di acquisto, schermate con opzioni preselezionate, messaggi di urgenza (“solo per pochi minuti”, “ultimi posti”), pagine di disdetta e eventuali ostacoli.
- Recesso/disdetta: se la procedura è confusa o “a ostacoli”, documentalo (screenshot e date).
- Reclamo tracciabile al servizio clienti e conservazione delle risposte.
- Se ritieni di aver subito un addebito non correttamente informato, valuta con la tua banca/carta le tutele previste per operazioni contestate, allegando la documentazione raccolta.
Il commento di Associazione Consumatori ACP
Il tema dei cosiddetti dark patterns riguarda ormai una parte crescente dei servizi digitali: abbonamenti, rinnovi, prove gratuite, disdette. La sanzione Antitrust conferma che trasparenza e libertà di scelta non sono un optional dell’interfaccia, ma un obbligo sostanziale. Quando la disdetta diventa un percorso a ostacoli, il consumatore perde tempo, denaro e controllo.
Ufficio Stampa ACP – 9 febbraio 2026
Per maggiori informazioni vai al sito dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.




