
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato nuove istruttorie nei confronti di alcune grandi piattaforme di videogiochi, concentrandosi in particolare sui meccanismi di acquisto all’interno dei giochi digitali, le cosiddette microtransazioni. L’intervento riguarda titoli molto diffusi e si inserisce nel filone, sempre più rilevante, della tutela dei consumatori nel mercato digitale.
Secondo l’Antitrust, alcune pratiche potrebbero risultare ingannevoli o aggressive, soprattutto quando il modello di gioco è presentato come gratuito ma prevede, di fatto, una forte spinta all’acquisto di contenuti aggiuntivi.
Cosa contesta l’Antitrust
L’attenzione dell’Autorità si concentra su diversi aspetti: dalla chiarezza delle informazioni economiche fornite agli utenti, alla reale comprensione dei costi necessari per progredire nel gioco, fino alle modalità con cui vengono proposti acquisti ripetuti o pacchetti virtuali.
Un punto particolarmente delicato riguarda la possibile esposizione dei minori a meccanismi di spesa poco trasparenti, che sfruttano dinamiche di gioco, ricompense e progressione per incentivare acquisti frequenti.
Perché il tema riguarda i consumatori
Il mercato dei videogiochi digitali è ormai parte integrante dei consumi quotidiani, soprattutto tra i più giovani. In molti casi, l’utente non acquista un prodotto finito, ma entra in un ecosistema che prevede spese progressive e spesso difficili da valutare in anticipo.
Per i consumatori, la questione centrale è la trasparenza: sapere quanto costa realmente un gioco, quali sono le condizioni per utilizzarlo e quali meccanismi spingono alla spesa è essenziale per poter scegliere in modo consapevole.
Il commento di Associazione Consumatori ACP
L’intervento dell’Antitrust conferma che il tema della tutela dei consumatori digitali non può essere considerato marginale. I modelli di business basati su microtransazioni e acquisti in-game pongono problemi nuovi, soprattutto quando coinvolgono minori o utenti poco consapevoli delle dinamiche economiche sottostanti.
Per Associazione Consumatori ACP è fondamentale che le autorità vigilino non solo sulla correttezza formale delle informazioni, ma anche sull’impatto reale che queste pratiche hanno sul comportamento dei consumatori. La trasparenza deve essere effettiva e comprensibile, non solo teorica.
Ufficio Stampa ACP – 24 gennaio 2026




